Perché a Wimbledon bisogna vestirsi di bianco? La tradizione diventata una delle regole più rigide del tennis

A Wimbledon ci sono tradizioni che sembrano inseparabili dal torneo: l’erba perfettamente curata, le fragole con la panna, il Centre Court e quel silenzio particolare che accompagna i punti più importanti. Ma ce n’è una che si riconosce ancora prima che cominci uno scambio: il bianco. A differenza degli altri grandi tornei, dove i giocatori possono presentarsi con completi di qualsiasi colore, a Wimbledon l’abbigliamento deve essere quasi interamente bianco. Non panna, non avorio, non “quasi bianco”. Bianco.

La cosa curiosa è che questa regola non nasce da esigenze tecniche moderne, ma affonda le sue radici nell’epoca vittoriana. Quando il lawn tennis iniziò a diffondersi alla fine dell’Ottocento, giocare vestiti di bianco era già una consuetudine. I tessuti chiari erano considerati più adatti all’attività fisica e più confortevoli rispetto ai colori scuri, soprattutto nei mesi estivi. Uomini e donne giocavano con abiti che oggi sembrerebbero impensabili per una partita di tennis: pantaloni lunghi, gonne fino alle caviglie, camicie e calze. Il bianco, però, rimase una costante e finì progressivamente per diventare parte dell’identità stessa del gioco sull’erba. 

Per molti anni quella di Wimbledon rimase soprattutto una tradizione, ma nel 1963 il torneo decise di trasformarla in una regola vera e propria, imponendo ai giocatori di vestirsi “predominantly in white”, prevalentemente di bianco. Nel 1995 arrivò un’ulteriore stretta: la formula venne modificata in “almost entirely in white”, quasi interamente di bianco. Da quel momento lo spazio per interpretazioni creative diventò sempre più ridotto. 

Ed è qui che la regola diventa sorprendentemente precisa. Oggi un giocatore non può semplicemente presentarsi con una maglia che sembri bianca a colpo d’occhio. Wimbledon stabilisce che eventuali bordi colorati intorno al collo o alle maniche non possano superare un centimetro di larghezza. La stessa logica vale per pantaloncini, gonne, tute, cappellini, fasce, polsini e calze. Le scarpe devono essere quasi completamente bianche, mentre lacci e suole devono esserlo del tutto. Persino eventuali indumenti intimi visibili durante il gioco devono rispettare le prescrizioni, con una specifica eccezione introdotta per le giocatrici, che possono utilizzare sottopantaloncini scuri purché non sporgano oltre la gonna o i pantaloncini. 

Negli anni non sono mancati giocatori capaci di mettere alla prova questi limiti. La moda nel tennis è cambiata radicalmente, gli sponsor hanno assunto un peso enorme e gli altri tornei hanno progressivamente aperto le porte a colori, disegni e divise sempre più elaborate. Wimbledon, invece, ha continuato a difendere il proprio bianco. Non perché voglia eliminare completamente la personalità dei giocatori, ma perché considera quella uniformità parte dell’esperienza del torneo: quando qualcuno entra in campo a SW19, l’idea è che a emergere debba essere soprattutto il tennis.

Ed è proprio questa rigidità a rendere la regola così particolare. Nel circuito moderno un atleta può costruire parte della propria immagine anche attraverso abbigliamento e colori; a Wimbledon, invece, persino i più grandi campioni devono adattarsi a un codice nato oltre un secolo fa. Novak Djokovic, Serena Williams, Roger Federer o un qualificato al primo turno partono, almeno dal punto di vista dell’abbigliamento, dalla stessa base cromatica.

Il risultato è che Wimbledon riesce a essere immediatamente riconoscibile anche senza mostrare il tabellone del punteggio. Basta vedere un campo d’erba, un giocatore completamente vestito di bianco e qualche dettaglio verde e viola intorno al campo per capire dove ci si trova.

In uno sport che nel frattempo è cambiato quasi in tutto — racchette, materiali, preparazione atletica, tecnologia e stile — Wimbledon continua quindi a chiedere ai propri giocatori di rispettare una tradizione nata nell’epoca vittoriana. E lo fa con una precisione tale che, più di un secolo dopo, perfino una sottile striscia colorata può essere accettata oppure no per una questione di pochi millimetri.

Sport Backstage — Oltre il risultato.

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