Quelle scintille dietro le macchine di Formula 1 non sono un effetto speciale: ecco da dove arrivano davvero

Perché le Formula 1 fanno scintille?

C’è un momento in cui una Formula 1 sembra trasformarsi in qualcosa di quasi irreale.

La macchina passa sul rettilineo a oltre 300 km/h, il motore urla, le gomme divorano l’asfalto e, improvvisamente, dal fondo della vettura parte una scia di scintille luminose.

Per molti spettatori è uno degli spettacoli più riconoscibili della Formula 1. Ma quelle scintille non sono un effetto speciale e non vengono generate dal motore.

Nascono molto più vicino all’asfalto.

Il segreto è nascosto sotto la macchina

Per capire da dove arrivano bisogna guardare una parte della monoposto che normalmente non vediamo: il fondo.

Sotto la vettura c’è una struttura chiamata plank, una componente fondamentale anche per controllare quanto la macchina possa essere abbassata rispetto all’asfalto. All’interno del fondo sono presenti degli elementi chiamati skids, cioè piccoli pattini progettati per entrare in contatto con la pista quando la vettura viaggia molto vicina al terreno.

Quando la macchina affronta un dosso, un cordolo o semplicemente viene caricata dall’enorme deportanza aerodinamica che produce, il fondo può avvicinarsi ancora di più all’asfalto.

Ed è proprio lì che nasce lo spettacolo.

Quando gli skids metallici sfregano contro la pista, il materiale viene sottoposto a un forte attrito e può produrre quelle caratteristiche scintille che vediamo nelle immagini televisive.

La FIA stabilisce anche i materiali che possono essere utilizzati per gli skids metallici: nelle attuali regole tecniche possono essere realizzati in lega di titanio Ti6Al4V oppure in acciaio inossidabile 17-4PH.

Più la macchina è bassa, più lo spettacolo può aumentare

Le scintille, però, non significano semplicemente che una macchina sta “strisciando per terra”.

Il fenomeno è legato anche alla ricerca esasperata delle prestazioni.

Una Formula 1 genera una quantità enorme di carico aerodinamico. Quando aumenta la velocità, la vettura viene letteralmente spinta verso l’asfalto. Questo permette ai tecnici di cercare un’altezza da terra molto ridotta, utile per sfruttare al massimo l’aerodinamica del fondo.

Ma c’è un limite.

Se la macchina è troppo bassa, il fondo può entrare frequentemente in contatto con la pista. Il risultato può essere una perdita di prestazioni, un’usura eccessiva del plank e, in determinate condizioni, anche problemi di controllo della vettura.

Le scintille sono quindi quasi una conseguenza visiva della continua ricerca del limite.

Il fenomeno è diventato particolarmente spettacolare dal 2015, quando la Formula 1 introdusse gli skids in titanio, proprio perché questo materiale produceva una quantità maggiore di scintille rispetto ai materiali utilizzati precedentemente.

Ed è per questo che, quando vediamo una monoposto attraversare un rettilineo lasciandosi dietro una pioggia di scintille, non stiamo semplicemente guardando un effetto scenografico.

Stiamo vedendo la macchina correre a pochi millimetri dall’asfalto.

Sport Backstage — Oltre il risultato.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *